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Quando Marilyn uscì per la prima volta, nel 1973, fu accolto come un evento letterario e mediatico. Norman Mailer, allora già autore consacrato e figura centrale della cultura americana, non si limitò a raccontare la vita di Marilyn Monroe: la reinventò, restituendola come personaggio epico e tragico della modernità.
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Mailer compone un vero e proprio romanzo in forma di biografia, scritto con la passione del narratore e la precisione dello storico. Pagina dopo pagina, Marilyn emerge come una figura di potenza magnetica e vulnerabilità assoluta: una donna che, dietro l’immagine perfetta, nascondeva un abisso di solitudine, ambizione e intelligenza ferita. Mailer ne racconta la nascita come Norma Jean, le prime pose da modella, l’ascesa vertiginosa e l’inevitabile caduta, costruendo un ritratto che fonde realtà e mito, come Marilyn stessa. La sua interpretazione, talvolta spregiudicata, non si accontenta di spiegare l’icona, ma la interroga. Cosa significa essere desiderata da tutti e conosciuta da nessuno? Cosa resta di una persona quando la sua immagine diventa leggenda? Biografia, romanzo, meditazione sul potere distruttivo del successo, libro che attraversa e supera i generi, in Marilyn Mailer trasforma la più diva di tutte in un simbolo di bellezza e sacrificio, di libertà e condanna, in un’allegoria dell’America stessa, che crea i suoi idoli per poi divorarli.