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Goffredo Fofi ha sempre considerato l’arte, e il cinema in particolare, come un modo privilegiato per comprendere la realtà in cui l’opera nasce e quella del pubblico a cui si rivolge.
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Il cinema, per moltissimo tempo, è stato fondamentale nella vita di molti, proponendo idee, raccontando storie, mostrando mondi e possibilità a una società che stava cambiando e che era assetata di novità e di orizzonti inediti. E questo vale non solo per i film più impegnati, ma anche – e leggendo questo libro verrebbe da dire soprattutto – per quelli che solitamente vengono etichettati come “di genere”: i colossal, i musical, i film d’amore, quelli d’avventura, quelli comici sono stati per quasi un secolo uno strumento e un veicolo di tendenze e idee fondamentale per la nostra società. Proprio partendo da questo assunto Fofi racconta, in centoventicinque schede – ma le opere di cui parla sono molte, molte di più –, alcuni film che lui definisce “belli e bizzarri”, rispetto a quello che si trovava al cinema nel periodo della loro uscita, ma, soprattutto, rispetto a quello che esce in sala al giorno d’oggi. Opere a cavallo tra i generi, che si sottraggono a definizioni troppo precise, che mescolano elementi diversi, in cui l’azzardo e l’invenzione, il loro uscire – per amore o per forza – dai sentieri conosciuti, le rende essenziali e rivelatrici di cos’era il mondo, la cultura e la società in cui erano nate. Una panoramica ricchissima, inusuale e affascinante che permette al lettore di scoprire, attraverso lo sguardo di uno dei critici più acuti e capaci della nostra storia recente, film insoliti e spesso dimenticati ma non per questo meno importanti e che, talvolta, hanno fatto la storia della settima arte.